Dopo una sessione di quattro ore, giovedì scorso, è stata aggiornata al 18 maggio l'udienza preliminare per il caso Eternit. Il gup Cristina Palmesino, ha dato la parola ai pubblici ministeri e agli avvocati di parte civile che hanno replicato alle questioni (di cui una di legittimità costituzionale) sollevate ieri dalle difese. I legali degli imputati, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis de Cartier, hanno chiesto l'estromissione di quasi centocinquanta aspiranti parti civili (su un totale un totale di 756) tra persone fisiche ed enti; inoltre, hanno proposto una eccezione sulla costituzionalità delle norme che, nel processo penale, permettono proprio la costituzione delle parti civili.
I pubblici ministeri hanno risposto che sul ruolo e l'importanza di questa figura ci sono state già diverse pronunce, di cui una della stessa consulta; per le parti civili ha replicato il docente universitario Davide Petrini. "Quello sollevato dalle difese - ha commentato l'avvocato Sergio Bonetto, che assiste numerosi parenti delle vittime - è un problema di politica giudiziaria, non di diritto. Loro vorrebbero un processo senza parti civili". Le difese avevano proposto di estromettere dall'elenco delle aspiranti parti civili quasi centocinquanta soggetti che - hanno spiegato - nel 1993, in occasione di una prima causa penale per malattie da amianto, firmarono un accordo per un indennizzo con l'azienda.
Ma proprio l'elenco di quei nomi è stato contestato da alcuni avvocati, tra cui Bonetto: "Gran parte di quelle persone sono ormai morte e il loro posto è stato preso dai familiari, che hanno il diritto di partecipare al processo. Non solo. Nella lista c'è gente che non firmò l'accordo e persino gente che oggi non si è costituita". Tra i precedenti che hanno citato nel tentativo di confutare l'eccezione di costituzionalità, i pubblici ministeri hanno inserito una pronuncia con cui la stessa Consulta che, cinque anni fa, dichiarò che persino nei processi dei tribunali militari la parte civile può essere ammessa.
Nel corso dell'udienza c'è stato anche uno screzio tra avvocati di parte civile per una questione definita di bon-ton: "Nel fare le proprie ragioni - ha commentato uno dei protagonisti - uno non dovrebbe parlare degli altri". La Uil di Alessandria, in una nota, ha annunciato che si costituirà parte civile al dibattimento, vale a dire solo dopo l'eventuale rinvio a giudizio degli imputati: "Abbiamo fatto bene - commenta il segretario Aldo Gregori - a seguire questa strada, che ci permetterà di affrontare il processo con maggiore tranquillità rispetto alle eccezioni sollevate dalle difese".
27 aprile 2009 - TAG: Eternit | Amianto | Processo |