C'è incertezza tra i ministri dell'Agricoltura e della Sanità Ue sulla proposta della delegazione olandese di mantenere un sistema armonizzato per importazioni e commercializzazioni, ma di lasciare agli stati membri la decisione sulla coltivazione di Ogm
C'è molta incertezza tra i ministri dell'Agricoltura e della Sanità dell'Ue sulla proposta presentata ieri a Bruxelles dalla delegazione olandese di mantenere a livello comunitario un sistema armonizzato per le importazioni e la commercializzazioni di alimenti transgenici, ma di lasciare agli stati membri una grande discrezione, di fatto rinazionalizzare, sulla decisione se coltivare o meno Ogm.
L'Italia si è riservata di valutare ulteriormente il documento olandese sottolineando tuttavia quattro elementi: la valutazione degli Ogm deve avere una solida base scientifica; le norme proposte devono essere trasparenti; devono rispettare la funzionalità del mercato interno dell'Ue per evitare che alcuni paesi comunitari adottino misure nazionali nei confronti degli altri partner; ci siano misure Ue che armonizzano il settore. A favore del documento si sono espressi oltre una decina i partner europei, Si tratta di Austria, Germania, Finlandia, Polonia, Cipro, Romania, Grecia, Ungheria, Lussemburgo.
La Francia è sensibile all'approccio ma ha tenuto soprattutto a ricordare l'importanza di applicare le conclusioni del Consiglio dei ministri dell'ambiente del dicembre 2008 che prevede tra l'altro di estendere la procedura di autorizzazione ai criteri socioeconomici con attenzione ai territori sensibili. Contro approccio olandese si è pronunciata la Spagna, l'unico paese comunitario a coltivare Ogm.
24 marzo 2009 - TAG: Europa | Ogm | Transgenico |