Sono ottomila i delegati che hanno cominciato a Poznan il negoziato sotto l'egida dell'Onu che dovrebbe aprire la strada a un nuovo accordo a fine 2009 a Copenaghen
Legambiente al summit
Il dossier
La comunità internazionale ha cominciato oggi a Poznan un delicato negoziato sotto l'egida dell'Onu che durerà 12 giorni e dovrebbe aprire la strada a un nuovo accordo generale sui cambiamenti climatici a fine 2009, da sottoscrivere in un'apposita riunione a Copenaghen. Circa 8.000 sono i delegati previsti da tutto il mondo, fra rappresentanti governativi e delle Nazioni Unite, organizzazioni intergovernative, non governative e stampa. Il segretario esecutivo della Convenzione (Unfccc), Yvo de Boer, ha già fatto partire il suo appello perché il prossimo trattato sia realmente ambizioso e metta un freno alla corsa del riscaldamento globale.
Anche l'Unione internazionale conservazione natura (Iucn) chiede a tutti i governi che partecipano alla conferenza di Poznan l’impegno a ridurre in tempi brevi le emissioni di CO2, indicando l'obiettivo ambizioso per i paesi industrializzati di una riduzione progressiva delle emissioni dal 25 al 40 per cento entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. L'allarme è dovuto ai sempre più evidenti effetti del cambiamento climatico sulla biodiversità e soltanto un nuovo accordo internazionale entro il 2009 potrà mettere le basi per una strategia globale del post-Protocollo di Kyoto. Secondo l'Iucn uno dei modi più efficaci per rispondere ai cambiamenti climatici è quello di utilizzare risorse e strumenti che la natura offre come le foreste, le barriere coralline e le mangrovie.
01 dicembre 2008 - TAG: Poznan | Clima | Onu |