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GELA

 

 

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«A Gela mercurio nel latte materno»
Il sindaco chiede i danni all'Eni

Il petrolchimico di Gela

Il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, ha annunciato che chiederà all'Eni il risarcimento dei danni ambientali che lo stabilimento petrolchimico ha creato al territorio. Le accuse sono rivolte a impianti inquinanti come il clorosoda, che sarebbe stato smantellato solo in parte 

Il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, ha annunciato che chiederà all'Eni il risarcimento dei danni ambientali che lo stabilimento petrolchimico ha creato al territorio. Facendo riferimento a studi del Cnr, del ministero della Salute e dell'Università "La Sapienza" di Roma, Crocetta ha detto: "C'è inquinamento che si vede (come il fumo delle ciminiere)Il sindaco di Gela Rosario Crocetta e c'è l'inquinamento che non si vede, che si insinua nelle viscere della terra, che impregna l'insalata, che si annida nella frutta, che penetra nell'organismo umano".

E ha denunciato "l'accertata presenza di mercurio nel latte materno di alcune donne di Gela". Le accuse del sindaco sono rivolte a impianti inquinanti, come il "clorosoda", che sarebbe stato smantellato solo in parte, perché, a parere di Crocetta, "le tubazioni interrate sarebbero rimaste tali, in tutta la loro pericolosità". E chiede "più incisivi interventi di bonifica del suolo e del sottosuolo, dentro e fuori la fabbrica.

E l'apertura a Gela di un osservatorio permanente del Cnr". Il consiglio comunale, che ha intimato all'Eni di "non usare più il pet-coke come combustibile per produrre energia elettrica, perché troppo inquinante", sta approntando un programma sul territorio chiamato delle "5R" per ottenere "Riconversione, Risanamento, Recupero, Ristoro e Risarcimento".


 

20 novembre 2008 - TAG: Gela | Petrolchimico | Eni |


 

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