di da Milano
MARIO PETITTO
Un lungo corteo da piazza Cairoli al Duomo, ma anche blitz e azioni di protesta in tutta la città. Slogan e sit-in in piazza Affari, di fronte alla Borsa, mentre gli universitari tengono comizi improvvisati. L'onda della contestazione nel capoluogo lombardo/
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È partito alle 9.30 da piazza Cairoli il lungo corteo che ha attraversato ieri mattina le vie di Milano. Ad aprire il gigantesco serpentone: genitori, insegnati e bambini delle scuole medie ed elementari seguiti dai carri festosi dei ragazzi delle superiori e delle università. Nella piazza del concentramento hanno continuato a confluire studenti per tutta la mattinata e l'ultimo spezzone del corteo è riuscito a muovere i primi passi solo verso le 11.30. Da un camioncino uno studente grida: “Siamo in 200mila, la scuola non si tocca”.
Gli organizzatori sono stati costretti perciò ad allungare il percorso della manifestazione per consentire alla migliaia di persone di sfilare lungo le strade. Alle 12 la testa del corteo è entrata in piazza Duomo mentre la coda ancora camminava per le vie del centro città. La piazza principale di Milano si è riempita quasi subito e diversi studenti per trovare posto hanno scalato il monumento a Vittorio Emanuele II srotolando striscioni contro il governo e il decreto 133.
E mentre in piazza Santo Stefano i sindacati proiettavano su maxischermo il discorso del Segretario della Cgil Guglielmo Epifani da piazza del popolo a Roma, sono ancora in corso diversi blitz: gli studenti hanno annunciato che proseguiranno per tutto il giorno con azioni di protesta in tutta la città. Slogan e sit-in anche in piazza Affari, di fronte alla Borsa di Milano, mentre gli universitari tengono comizi improvvisati contro la riforma in varie parti della città. “No alle classi dei migranti vogliamo stare insieme tutti quanti”: è lo slogan che apriva la protesta dell'Istituto Comprensivo Passerini.
31 ottobre 2008 - TAG: Milano | Scuola | Decreto Gelmini |