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Ogm, l'Ue tenta di superare lo stallo

Rafforzare la valutazione ambientale, prendere in considerazione i criteri socio-economici e tener conto delle esigenze legate ai territori sensibili e alle aree protette. Le piste di riflessione dei ministri dell'Ambiente dell'Ue

Rafforzare la valutazione ambientale, prendere in considerazione i criteri socio-economici e tener conto delle esigenze legate ai territori sensibili e alle aree protette. Sono queste alcune delle piste di riflessione che stanno portando avanti i ministri dell'Ambiente dell'Ue alla scopo di definire nuove linee direttrici sulla valutazione del rischio degli Ogm in Europa. Nella riunione di Lussemburgo - ha indicato la presidenza francese dell'Ue - "i ministri si sono pronunciati per un rafforzamento della valutazione ambientale degli Ogm e anche per una maggiore armonizzazione delle pratiche e dei metodi di esame dei rischi ambientali".

La presa poi in considerazione dei criteri socio-economici è stata valutata dai partner europei "importante e complessa", in quanto la definizione dei criteri deve essere in linea con gli obblighi dell'Ue alla Wto. I 27 appaiono più divisi sulla protezione dei territori sensibili: alcuni considerano la protezione già assicurata dalla normativa esistente, altri preferiscono "un'applicazione più estesa del principio di sussidiarietà (la possibilità per ogni Paese di decidere singolarmente) permettendo ai partner che lo desiderano di stabilire zone senza Ogm per certi ecosistemi o agro-sistemi sensibili. Insomma, si vuole superare l'impasse che da anni impedisce all'Europa di decidere su quale fronte posizionarsi in materia di biotech.

Da sempre infatti, in sede di Consiglio di ministri dell'Ue due schieramenti si confrontano e si annullano: da un lato i Paesi a favore, in generale quelli del Nord Europa compresa però anche la Spagna; dall'altro quelli contrari o fortemente prudenti tra i quali Italia, Francia e Germania. Nell'impossibilità di riunire una maggioranza a favore o contraria, i 27 non sono mai riusciti a pronunciarsi su una domanda di autorizzazione di Ogm con la conseguenza che è sempre la Commissione europea a dire l'ultima parola.

Anche all'interno del governo europeo però le posizioni divergono. Al momento sono di fatto bloccate tutte le domande di autorizzazioni nell'Ue per le colture in campo aperto di Ogm che pongono problemi di coesistenza con le agricolture biologiche e tradizionali, mentre Bruxelles continua a dare il via libera ai prodotti Ogm importati. C'é attesa quindi per la posizione che assumeranno i ministri europei.


 

24 ottobre 2008 - TAG: Ogm | Europa | Agricoltura |


 

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